Due cervelli in fuga ferraresi hanno sfidato la "bise", il vento glaciale che ha ibernato la città svizzera, per offrirci questo reportage dall'interno di un supermercato speciale...
I magasins sono 3 - ci dice il nostro corrispondente Matteo -
sempre aperti (7j/7j) e con orari umani (spesso fino alle 21!).
Non è troppo economico, ma la scelta è ampia davvero.
Questo è il reparto "sans gluten".
Sara, l'altra inviata, intanto finge indecisione di fronte allo scaffale...
...in verità l'occhio è già caduto sulla sua scelta...
...una torta al cioccolato che in effetti sembra davvero invitante!
Ottima scelta!
Molto meno invitante questa latta di spaghetti seppure gluten free:
ma per Matteo, la pasta è sempre la pasta!
Non si vive di sole chocolate cake...
Meno ampia la scelta del reparto refrigerato...
sarà forse per le temperature esterne?!
Nel frigo: prodotti come crêpes, panini, sempre sans gluten.
Quoi d'autre? Manca solo un assaggio dal vivo...!!!
Grazie mille ragazzi, a prestissimo!!!
Dopo treni sempre spiacentemente in ritardo, eterne code alla biglietteria, scomodissime attese, finalmente la stazione dei treni di Ferrara mi ha regalato una piacevole sorpresa: un forno che propone prodotti al kamut!
Pizza e focaccia al taglio a tutte le ore del giorno, dalle 7 alle 19, orario continuato.
Il forno è accessibile dall'altrio interno della stazione, e come si legge sul sito della Provincia di Ferrara, è stato ianugurato il 21 Marzo 2011.
"Una
generazione di panettieri la famiglia Dellepiane, che dal 1954 si
occupa della nobile arte bianca. Prima a Genova e dal 2006 a Francolino,
dove ancora esiste il primo forno. Una produzione, tra l’altro, che
si tramanda con passione da generazioni e ormai prossima alla
certificazione IGP (Indicazione Geografica Protetta) per la produzione a
regola d’arte della tipica Coppia Ferrarese. Un percorso di qualità nel
quale il sindacato dei panificatori Ascom è particolarmente impegnato
per la difesa e la contestuale valorizzazione delle peculiarità
enogastronomiche di Ferrara e dell'intera provincia".
Una buona notizia per allietare i viaggi sempre più scomodi e cari di pendolari e non solo.
Dopo la stazione di Bologna, anche quella di Ferrara si scopre "intolerant friendly"...ed ora attendiamo con ansia una coppia ferrarese con farina di kamut!
Direttamente dal cuore delle Alpi, una ricetta tipica della Valtellina per riscaldare la tavola in questi gelidi giorni.
Originari in particolare del comune di Teglio, in provincia di Sondrio, i pizzoccheri si sono meritati persino un'Accademia che ne preserva la tradizione.
Il loro nome sembra derivare dalla radice "pit" o "piz"
col significato di pezzetto o ancora dalla parola pinzare col
significato di schiacciare, in riferimento alla forma schiacciata della
pasta.
Fina dalla ricetta classica, i pizzoccheri, si presentano come "amici degli intolleranti" dal momento che la farina prevalente nella loro preparazione è quella di grano saraceno. Però la minima componente di farina di grano ne aveva fin qui precluso il godimento a tutti noi intolleranti.
Per ridurre il food divide abbiamo sperimentato una ricetta dove al posto della farina di grano abbiamo usato quella di farro, per rendere questa ricetta tipica invernale più accessibile.
Questo il procedimento.
Ingredienti per la pasta
75 gr di farina di farro
200 gr di farina di grano saraceno
1 uovo e un po' di acqua
Ingredienti per il condimento
quattro foglie di cavolo verza
1 grossa patata
2 etti e mezzo di formaggio casera (o simile) tagliato a fettine
1 etto formaggio parmigiano grattugiato
1/2 cipolla tagliata a fettine
salvia 3 foglie
1 etto di burro
Procedimento per la pasta
Versare le farine sulla spianatoia, unire l'uovo e tanta acqua quanto serve
per ottenere un impasto omogeneo e consistente.
Tirare la pasta con il mattarello ottenendo una sfoglia di circa tre
millimetri.
Tagliare strisce larghe circa 1 centimetro e lunghe circa 6 o 7
cm.
Procedimento per il condimento
Mentre l'acqua si scalda preparare le verdure: tagliare a striscioline il
cavolo verza e a tocchetti la patata, rosolare la cipolla tagliata sottile
nel burro con qualche foglia di salvia.
Portare l'acqua a bollore, salarla e buttare le patate, la verza e i
pizzoccheri. Quando il tutto è cotto scolare con una schiumarola, versare
in una terrina alternando strati di pasta con i formaggi e il burro fuso.
In abbinamento suggeriamo un vino figlio del freddo: lo Sforzato della Valtellina.
Un rosso che nasce proprio tra quelle montagne in questi mesi freddi, quando "le uve appassite sono vinificate in rosso con prolungata macerazione, seguono una lunga fermentazione (possibile solo grazie alla forza dei lieviti indigeni) e una lunga maturazione in legno e in vetro per un
vino di gradazione notevole e grande corpo, un vino “da meditazione” da
gustare in buona compagnia magari davanti al fuoco di un camino". (da www.valtellina.it)
Consigliamo anche il bel documentario di Ermanno Olmi: "Le rupi del vino" che parla proprio della cultura vinicola di queste zone.
Da piccola mi facevano anche un po' impressione quando mia nonna me le presentava di quel colore rosso-fucsia, invece poi le raviole all'alchermes erano buonissime e in questo perido dell'anno erano la mia merenda prediletta.
Mia mamma ha recuperato la ricetta e le fa buone proprio come me le ricordavo, questo è suo procedimento...
Ingredienti per la pasta
3 etti di farina di farro
1/2 cucciaino di lievito
120 gr zucchero
100 gr burro
2 uova
un pizzico di sale
scorza grattugiata 1/2 limone
Ingredienti per il ripieno
marmellata di fichi bio
castagne secche
bastoncino di cannella
1/2 bastoncino di vaniglia
1 cucchiaino di zucchero
Procedimento
Lessare le castagne in acqua con la vaniglia , la cannella e lo zucchero
fino a che siano tenere, scolarle, pestarle e unirvi quattro cucchiai di
marmellata.
Preparare la pasta mettendo la farina sulla spianatoia, unendo lo
zucchero,1/2 cucchiaino di lievito, il pizzico di sale, la scorza di 1/2
limone grattugiato, 1 uovo intero ed un tuorlo. Iniziare ad impastare;
quando gli ingredienti sono mescolati unire il burro lasciato a temperatura
ambiente e tagliato a tocchetti. Mescolare di nuovo velocemente fino ad
ottenere un impasto omogeneo, rivestirlo di una pellicola e metterlo in
frigo per circa 1/2 ora.
Tirare la pasta con un mattarello su una spianatoia ben infarinata, tutta
insieme o in parti (come più comodo), a circa tre/quattro millimetri di
spessore.
Usando una tazza rovesciata o una formina ricavare tanti cerchi
da riempire con un cucchiaino abbondante di ripieno e chiudere a mezzaluna.
(Impastare e tirare anche i ritagli per non sprecarli!)
Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti.
Una volta raffreddate le raviole si possono mangiare asciutte o bagnate con
alchermes o saba.
Per un ferrarese intollerante o allergico non poter mangiare pasta fresca è una vera disgrazia...che Natale è senza cappelletti?! Che Pasqua è senza cappellacci?! Se non potete mangiare quelli a base di farina di grano e non siete in grado di farveli, ora c'è un'alternativa: il forno, pasta fresca e gastronomia Farina di Riso in via Santo Stefano 58 a Ferrara.
Cappelletti, cappellacci, ma anche agnolotti e ravioli, oltre a cornetti e bigné che Monia e Anna vi riempiranno al momento con deliziosa crema pasticcera, biscotti, focacce ed altri piatti su ordinazione...tutto quello a cui ormai avevate rinunciato, ora è tornato in versione non solo wheat, ma anche gluten free.
Ma chi sono queste due benefattrici?
Monia è figlia d'arte, poiché i genitori sono Franca e Romano, i fondatori dell'agriturismo La Rocchetta di Sant'Egidio (FE), nella cui cucine ha imparato apreparare piatti per celiaci.Come se non bastasse: suo marito è lo chef Antonio Canella, è lui che ha fatto nascere ed alimenta tuttora il suo amore per ricette e sapori sempre nuovi.
Anna è nata in Romania dove si è diplomata in una scuola professionale di panificazione poi è arrivata in Italia dove è andata a lavorare alla Rocchetta, ed ha conosciuto Monia, ed anche il suo compagno Federico Canella, primogenito di Antonio.
Questo Beautiful gastonomico, è tenuto assieme da un'idea comune che si riassume in cinque punti:
Nella realizzazione dei nostri prodotti utilizziamo esclusivamente farine miscelate prive di glutine.
I prodotti utilizzati nelle nostre paste ripiene seguono la stagionalità e la storia del nostro territorio.
Giornalmente realizziamo prodotti da forno e pasticceria classici e della tradizione ferrarese.
Su oridinazione si eseguono prodotti per piccoli eventi come comunioni, cresime, compleanni, ecc...
Per tutte le altre infomazioni, potete visitare l'ottimo sito: www.farinadiriso.com dove ogni mese trovate in home page una nuova ricetta. Questo mese ci sono i BOMBOLONI:
500 gr di farina senza glutine
100 gr di zucchero 50 gr di burro 20 gr di lievito di birra 1/2 buccia di limone grattugiato 2 uova intere
acqua q.b.
...per il resto: potete chiedere direttamente a loro! Questi i recapiti: 0532 470913 - info@farinadiriso.com
Se siete in partenza dalla stazione dei treni e volete mangiare qualcosa senza perdere troppo tempo e rimanendo in zona, vi segnalo che al Bar Tabaccheria AB di fronte alla Stazione Centrale di Bologna, in una saletta al primo piano di un ambiente ristrutturato sottranedolo allo squallore della zona, potete mangiare un piatto di quinoa e verdure gluten free, non proprio economico, ma semplice e gustoso.
Leonardo Fiorentini, amico e blogger di lungo corso ha scritto oggi la prima recensione a questo blog, al quale contribuisce ricettando, cucinando e mangiando!
Grazie Leo!